La Corte di Giustizia Ue boccia intesa, a rischio i voli per gli Usa

LUSSEMBURGO – Una sentenza della corte di giustizia europea potrebbe bloccare i voli dall'Ue verso gli Stati Uniti dopo il 30 settembre 2006. La Corte europea del Lussemburgo ha infatti annullato la decisione del Consiglio Ue sul trasferimento dei dati personali dei passeggeri di voli transatlantici alle autorità Usa. Il ricorso ai giudici era stato presentato dall'Europarlamento. Secondo la Corte del Lussemburgo, nè la decisione della Commissione sull'adeguatezza della protezione accordata dagli Stati Uniti ai dati personali, nè quella del Consiglio che approva un accordo per il trasferimento «sono fondate su una base giuridica appropriata».

 

PROTEZIONE DATI – Secondo la Commissione europea, che ha adottato il provvedimento il 14 maggio 2004, i dati sui passeggeri trasmessi alle autorità statunitensi, 34 diversi tipi di informazione, dall'indirizzo al numero di telefono del viaggiatore, godono di una protezione «adeguata» così come stabilito dalla direttiva Ue relativa alla protezione di informazioni inviate dall'Unione a paesi terzi. Sulla base di questa decisione, il Consiglio, pochi giorni dopo, ha quindi approvato la conclusione di un accordo tra Ue e Usa sul trasferimento dei dati poi firmato a Washington il 28 maggio 2004 ed entrato in vigore lo stesso giorno. Nettamente contrario all'accordo si è invece espresso il Parlamento europeo che ha deciso di ricorrere alla Corte di giustizia del Lussemburgo, giudicando insufficienti le garanzie di protezione dei dati da parte delle autorità americane. I giudici europei, nella loro sentenza di oggi, sostengono che la questione relativa «all'adeguatezza» della protezione dei dati da parte delle autorità Usa «non rientra nell'ambito di applicazione della direttiva». Inoltre, ad avviso della Corte, la normativa comunitaria non dà all'Ue la «competenza» a concludere un accordo di questo tipo con gli Stati Uniti. Per ragioni di certezza del diritto e per proteggere le persone interessate, la Corte, tuttavia, ha deciso di mantenere gli effetti della decisione sull'adeguatezza fino al 30 settembre prossimo.

tratto da: www.corriere.it del 30/05/06

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