Da settembre atti telematici dalla cancelleria agli studi degli avvocati

A Milano ingiunzione online

Al Tribunale di Milano arrivano i decreti ingiuntivi telematici. A partire da settembre gli avvocati potranno usufruire di software con cui trasmettere gli atti alla cancelleria direttamente dallo studio.

Si realizza così il progetto a cui hanno collaborato l’Ordine degli avvocati, il Tribunale il Cisia di Milano (l’ufficio del ministero della Giustizia che si occupa dei sistemi informativi automatizzati).

L’obiettivo è ridurre i tempi di emissione dei decreti. La novità riguarderà il Tribunale ma non l’ufficio del Giudice di pace. Paolo Giuggioli, presidente dell’Ordine di Milano, spiega come si svolgerà la procedura informatica: “L’Avvocato spedisce via computer l’atto al cancelliere. Il cancelliere lo gira sul terminale del magistrato che emette il decreto entro due giorni. Tutto si conclude in una settimana dal momento del deposito telematico. E’ una novità importantissima perché snellisce tutti i passaggi della procedura, soprattutto quello della cancelleria che è sempre il più lungo”.

Dopo le sperimentazioni di Genova e Bologna, a Milano l’informatizzazione diverrà prassi: “Siamo la prima città d’Italia ad aver raggiunto questo risultato – continua Giuggioli – anche perché qui ridurre i tempi è un’esigenza sia per i legali che per le banche che sono gli utenti più numerosi: da loro proviene la maggior parte dei decreti presentati agli uffici milanesi. Per questo motivo hanno contribuito economicamente al progetto”.

Secondo Giuggioli, l’operazione costerà circa 100mila euro e contribuirà a migliorare la competitività delle imprese ma si dovrà aspettare qualche mese perché il software sia a disposizione di tutti gli 11000 avvocati milanesi: “ A partire da settembre già alcuni legali avranno il programma nel loro computer. E grazie alla collaborazione delle società di software, saremo in grado di soddisfare gradualmente le richieste di tutti".

Nelle intenzioni l’operazione decreti ingiuntivi è il primo passo concreto verso la realizzazione del processo civile informatico.

“Abbiamo pensato di cominciare dalla procedura di ingiunzione – spiega Giuggioli – perché è la parte del processo civile più aggredibile con gli strumenti telematici. Il nostro auspicio è quello di dimezzare i tempi del processo da dieci a cinque anni”. Giuggioli ricorda, infine, quanto la giustizia abbia bisogno dell’informatica: “Dobbiamo combattere in tutti i modi la lentezza delle procedure. Questo piano si affianca ad altri progetti di informatizzazione che riguardano vari ambiti della pubblica amministrazione: dall’iscrizione a ruolo delle cause ai servizi di police web”.

Dal Il Sole 24 ore del 21/05/06

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