Previdenza integrativa in pieno boom, per il 2007 si prevede un flusso di 7,3mld ai fondi pensione.
Il rischio è che il sistema non ha la capacità di offrire un supporto adeguato ai lavoratori.
Il recente accordo tra Governo, Confindustria e Sindacati Confederali, secondo i tecnici dell’Esecutivo, incentiverà le adesioni ai fondi pensioni con un flusso, nel primo anno, stimato in 7,3mld di euro per il 2007, verso gli strumenti di prevedinza integrativa. L’ultima versione dell’accordo prevede, per i lavoratori minori, libertà di scelta per il destino del proprio denaro.
Ci troviamo quindi in un momento di svolta e di grande rilancio per la previdenza complementare in Italia.
La sfida è notevole ma i rischi non mancano visto il poco tempo a disposizione che hanno gli attori principali di questa riforma per mettere a punto tutti gli strumenti che occorrono. Anche i tempi per informare il grande pubblico sono stretti, così come quelli occorrenti per la formazione delle reti. Poi da gennaio le aziende dovranno far confluire la liquidità ai fondi ed all’Inps e tutto dovrà esser pronto.
Ad ogni buon conto un lavoratore dovrà tener ben presente che senza la previdenza integrativa va incontro ad una vecchiaia poco serena visto che le pensioni pubbliche, a causa anche dell’allungamento della vita media, erogheranno prestazioni modeste
L.A.
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