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Innovazione Comunicazione Informatica Web 2.0

Da Netgear un nuovo WIFI Skype-Phone

 Netgear lancia anche in Italia un nuovo telefono WiFi che consente di chiamare senza passare attraverso il PC, le telefonate con gli utenti SKYPE sono gratuite ed è possibile utilizzare le tariffe agevolate di SKYPE-OUT per chiamate i cellulari o i numeri di rete fissa. Ovviamente è sempre necessario passare attraverso un gateway/router WiFi per poter effettuare le chiamate.

Cosa possibile anche in presenza di hotspot dislocati, in alberghi, bar etc. un pò dappertutto, ormai.

Un’ottima alternativa, è rappresentata dalla rete Fon che pure sta crescendo notevolmente. Per chi ancora non lo sapesse, Fon è una community i cui (80.000 di cui 4000 in Italia) utenti (Foneros) mettono a disposizione parte della loro banda ADSL per consentire a chi si trova nei loro paraggi di navigare in internet.

I Foneros non pagano nulla quando hanno bisogno, a loro volta, di connettività, mentre invece chi non fa parte della community deve pagare un modesto contributo. Molto carina, e da provare, è la mappa dei Foneros creata con Google Heart (credo)

L.A

Archiviato in:ICT, Innovazione

Può essere licenziato il lavoratore che non custodisce e diffonde la propria password aziendale

Una recente sentenza sancisce che può essere licenziato il lavoratore che non avendo custodito con cura la propria password aziendale è causa di danni al sistema informatico.

Tutti i lavoratori sono avvertiti…..

L.A.

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I rischi dell’e-crime !!

Un rapporto di Websense fa il punto della situazione dei pericoli della rete. C’è molto da preoccuparsi

22 Settembre 2006

La sicurezza è ormai il problema principale della Rete. Fra nuove vulnerabilità dei software, virus e altro non passa giorno che qualche notizia non arrivi a turbare il sonno di chi in azienda, dove spesso non c’è un responsabile It, vorrebbe non dover perdere tempo a occuparsi di questi problemi.
Eppure la situazione è sempre più preoccupante.

Per dare un quadro della situazione generale Websense , società specializzata nella sicurezza, ha redatto un rapporto “E-crime e minacce del Web” che cerca di fare il punto sulla situazione.
“Scordatevi hacker adolescenti – afferma il report - e pensate piuttosto che ora si tratta di affrontare criminali incalliti dediti all’e-crime perché hanno scoperto che rende di più ed è meno rischioso di altre forme di delinquenza. Il loro obbiettivo sono le informazioni riservate”.

I mezzi usati per questi attacchi Read the rest of this entry »

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Cassazione: l’uffico è come la casa, un luogo "privato" dove non si può essere spiati!

L’ufficio? E’ ”luogo di privata dimora” come la casa dove non si puo’ essere spiati. Lo dice la Corte di Cassazione in una sentenza nella quale stila l’elenco dei luoghi nei quali si puo’ essere controllati senza ledere la privacy dei dipendenti e quelli dove, invece, l’occhio del ‘grande fratello’ deve rimanere fuori. La Sesta sezione penale, nella sentenza 11654, scrive che ”luogo di privata dimora e’ in primo luogo l’abitazione, come quello in cui la persona svolge le sue funzioni essenziali di vita e di relazione e, quindi, – sottolinea la Suprema Corte – tutti quei luoghi che assolvono a funzioni analoghe, lavorative, professionali o di altra natura, come lo studio, lo svago, con carattere di stabilita’, in modo da giustificare la medesima tutela costituzionalmente garantita”. Ad indurre la Cassazione a mettere nero su bianco l’elenco dei luoghi  dove e’ possibile essere controllati, il caso di un dipendente di un ufficio postale della provincia di Reggio Calabria, V.S., nei confronti del quale era stata emessa la misura della custodia cautelare in carcere per una serie di attivita’ illecite (peculato, violazione di corrispondenza) venute a galla grazie ad un sistema di telecamere audiovisive piazzate nei bagni dalla polizia postale. Invano il dipendente delle poste si e’ opposto in Cassazione sostenendo, tra l’altro, che era stata violata la sua privacy e che il bagno doveva essere considerato luogo ‘privato’.
(Data: 11/04/2006 – Autore: Adnkronos)

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Accrescere gli investimente per software e servizi!!

Nel mondo si è avviato un ciclo economico positivo, che si estende anche al nostro paese; l’Ict ne beneficia con una ripresa degli investimenti da parte degli end-user; istituzioni governative e imprese riconoscono all’Ict un ruolo fondamentale di motore dello sviluppo verso l’economia basata sulla conoscenza; la propensione all’investimento Ict delle imprese nei prossimi 12 mesi è elevata; complessivamente anche gli indicatori finanziari del comparto Ict mostrano segni di miglioramento.

  Non c’è che dire: l’annuale rapporto Assintel sul mercato del software e dei servizi in Italia (ricerca realizzata da Nextvalue) fa professione di ottimismo. Un ottimismo non di circostanza, ma che nasce dai numeri e dallo studio di tendenze chiaramente delineate nel rapporto. A dire il vero, qualcosa che non va c’è, come, ad esempio, il solito (storico) gap tra gli investimenti in Ict delle aziende italiane e quelle straniere, una minaccia per la competitività del sistema paese, che però si può trasformare in una grande opportunità per i fornitori It. Come l’eterna presunta arretratezza culturale delle piccole e medie imprese italiane nel campo dell’innovazione, che semmai riguarderebbe solo le microimprese (meno di 200 mila euro di fatturato; massimo 10 dipendenti) che comunque sono un numero spropositato (2,5 milioni). Si pensi che secondo una recente indagine realizzata dalla comunità europea sulla capacità dei singoli paesi dell’unione di fornire servizi ad alta densità di conoscenza, l’Italia figura seconda alle spalle del Regno Unito. Un dato nemmeno tanto inatteso se si pensa alla Ferrari e alla moda, alla meccanica e a quel grande fenomeno tutto italiano di “artigianato industriale”. Evidentemente per la componente It in sé, spesso considerata un costo e basta, le cose vanno diversamente. Dal punto di vista strettamente finanziario, un ostacolo è sicuramente rappresentato dalla persistenza di un “capitale chiuso” (poche le aziende quotate), mentre il private equity vivacchia. Read the rest of this entry »

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No al licenziamento del lavoratore che utilizza internet

Il dipendente che utilizza per fini personali il collegamento internet predisposto sul luogo di lavoro non può essere licenziato. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Perugia con l’Ordinanza del 19 maggio – 24 maggio 2006 confermando così la precedente ordinanza del Tribunale affermando che il comportamento “scorretto” del dipendente non possa giustificare il licenziamento. (Giovanni Dami) LaPrevidenza.it, 14/08/2006

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E’ possibile utilizzare Wikipedia offline !!

Da oggi, grazie a Webaroo, è possibile consultare la preziosa enciclopedia anche off line.

Grazie ad un semplice software per windows è possibile fare ricerche sul web anche se non si è connessi, basta scaricare dei packs (legati all’argomento che interessa) dal sito.

Il Wikipedia pack necessita di 10gb di spazio sull’hd e 1gb di ram

L.A.

Archiviato in:ICT

Phishing: un’estate da dimenticare!!

A luglio il record di siti fraudolenti e marchi contraffatti

Lo scorso luglio il numero di siti di phishing e realtivi marchi contraffatti hanno raggiunto livelli record. In base ai dati raccolti dall’Anti-Phishing Working Group (APWG), nel mese il numero di siti di phishing – ossia siti fraudolenti che cercano di indurre i visitatori a inserire informazioni sensibili – è arrivato infatti a a 14.191, un incremento del 18% rispetto a maggio, il precedente record. Tali siti hanno ‘imitato’ ben 154 brand, +20% rispetto a giugno e +12% rispetto al record sempre di maggio. Secondo il gruppo le ultime cifre mostrano che i criminali online stanno diversificandosi per mirare su istituzioni finanziarie più piccole, Internet service provider e anche agenzie governative. Tuttavia il settore dei servizi finanziari è ancora il più colpito con oltre 9 siti su 10.

Dal punto di vista tecnico gli attacchi di phishing stanno evolvendo. APWG dichiara che 1.850 siti tentavano di scaricare un cavallo di Troia utilizzato poi per raccogliere informazioni personali o scaricare a sua volta dei programmi maligni per infettare il computer dell’utente.

APWG sottolinea inoltre che Websense ha identificato dei toolkit particolari in vendita su siti Web russi per costruire questo tipo di attacchi, a prezzi variabili tra i 20 e i 300 dollari. In crescita sono anche dei troiani che reindirizzano il traffico, forzando gli utenti verso certi siti senza il loro consenso. In generale gli Stati Uniti ospitano quasi il 30% di tutti i siti di phishing, seguiti da Sud Corea al 13% e Cina al 12%.

Fonte: Computerworldonline

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Spam ed affari on line

Alla base dello Spam mondiale che genera più di mille miliardi di mail non gradite Vi è un grande paradosso: un giro di affari che coinvolge poco più di un centinaio di migliaia di persone che ne tormenta centinaia di milioni!!

Da una parte vi sono circa duecento individui, per lo più americani, russi ed ucraini che sono responsabili del’80% dello spam mondiale. Dall’altra vi è una ristretta schiera di ingenui che  acquistano prodotti dopo averne letto in una mail non richiesta !

Infatti lo 0,05% di e mail di spam si traduce in un acquisto (viagra, cialis, finanziamenti etc..) il che, in una campagna tradizionale di marketing significherebbe un fallimento, mentre, per gli spammers, che sono in grado di inviare 60/70 milioni di mail al giorno, significa un fiorente business che gli permette di vendere 200mila prodotti alla settimana!! 

Nel frattempo il danno dello spam alle aziende  è stato stimato in 50 miliardi di dollari nel 2005 !!

La via d’uscita sembra, al momento, lontana ! Non è auspicabile che la quota d’ingenui scenda al di sotto di quella fisiologica, con la diffusione di internet anzi aumenterà. Ne pare che carcere e processi siano un deterrente per gli spammers. Il principale provider, secondo Spamhaus, è Verizon, al quarto posto nel mondo cè l’italianissimo Interbusiness, di proprietà Telecom Italia.

Ergo: Affiniamo le difese  dallo spam, implementiamo soluzioni sempre più intelligenti ed in grado di auto aggiornarsi.

L.A.

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Omaggio ad un Campione che ci ha lasciato

                    

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