Da qualche anno a questa parte le grandi aziende del recording stanno lavorando freneticamente per creare sistemi anticopia sempre più perfezionati (cioè dei nuovi sistemi DRM, “Digital Rights Management”). Questa corsa al sistema DRM “definitivo” ha creato diversi mostri, il più famoso dei quali è probabilmente la tecnologia Trusted Computing (ex TCPA/Palladium) che vedremo arrivare sul mercato nel 2007 o nel 2008 con una apposita versione di Windows Vista. Curiosamente, lungo la strada si sono perse diverse tecnologie che avrebbero potuto rappresentare una soluzione al problema della copia abusiva accettabile sia per le aziende che per gli utenti. La più interessante di queste tecnologie è senza dubbio quella delle Smart Card. Read the rest of this entry »
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Ho appena installato il nuovo blog editor di Microsoft, inizio a provarlo e Vi farò sapere com’è….l’inizio non è davvero male.
A presto.
l. a.
se volete provarlo clikkate quì
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Le aziende di tutte le dimensioni dovranno provvedere, entro breve, all’implementazione di sistemi di crittografia dei dati.
Alle esigenze dettate dalla tutela dei dati per il rispetto delle misure privacy, si aggiunge la necessità di tutelarsi dai crescenti attacchi ai dati stessi da parte di hackers che diventano sempre più sofisticati ed aggressivi.
Le offerte del mercato si moltiplicano e possono essere sia hardware che software.
Ovviamente ogni azienda adotterà, in concerto col proprio partner tecnologico, la soluzione più adatta.
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Secondo il CNIPA oggi sono oltre 2,6 milioni le smart card in circolazione
Il monitoraggio del CNIPA sui 18 certificatori accreditati attivi ha rilevato che sono oltre 2,6 milioni le smart card con firma digitale in circolazione in Italia. Il 75% è stato rilasciato a imprenditori e la parte restante a professionisti e alla Pubblica Amministrazione.
Solo l’anno scorso – sottolinea il CNIPA – sono stati più di 35 milioni i documenti firmati e trasmessi in modo digitale. La diffusione di queste tecnologie ha portato, secondo Unioncamere, un risparmio superiore a 260 milioni di euro solo nei rapporti tra il Registro delle Imprese e le aziende nazionali. Non ci sono comunque solo aspetti positivi: l’attività ispettiva del CNIPA ha ad esempio rilevato attribuzioni non legali della funzione di certificatore, versioni non corrette del software per il rinnovo dei certificati nella smart card, apposizioni o diffusioni di informazioni inesatte o ambigue. Molti, poi, gli interventi per verificare la conformità alle norme dei documenti sottoscritti digitalmente: in questo campo CNIPA sottolinea la collaborazione, nei casi dubbi, con il Garante per la protezione dei dati personali.Entro novembre il CNIPA conta di predisporre le linee guida per la vigilanza sui certificatori qualificati, con le modalità operative della vigilanza stessa.
Fonte: Computerworld On line
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