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PHISHING E PHARMING: QUAL’È LA SITUAZIONE?

CYBERCRIME
==================================Era già stata segnalata in precedenza una certa preoccupazione per la crescita nelle varianti di alcuni virus (ad esempio: Beagle.32) e, allo stesso tempo, la paura per una possibile "rilassatezza" nei controlli, a causa del basso numero di attacchi di elevata gravità.
Ultimamente, si segnala anche che, nell'ambiente finanziario e non solo, si rileva una certa convinzione che il "Phishing" sia finito e sia oramai in netta diminuzione. Ciò anche se alcune fonti importanti avvertono sul rischio del "pharming" (variante questa del phishing); ricordiamo che con la parola "pharming" si intende la possibilità di essere dirottati su un altro sito a causa di un intervento criminale di alterazione della cache di un server DNS, ossia, in poche parole, mediante la modifica dell'indirizzo giusto del sito al quale si vuole accedere, ad esempio: la propria banca.
Tecnica questa da noi ipotizzata diversi mesi fa, ma che ancora non appare aver avuto successo, data le non poche difficoltà per attuarla.
Non solo non dobbiamo pensare che attacchi quali il phishing (ci sono sempre "pesci da prendere all'amo") siano in diminuzione, ma si devono migliorare ed intensificare le attività di prevenzione, quali la "awareness" ed il monitoraggio.
Si segnala, a titolo di esempio, quanto emerso nei soli ultimi tre mesi.
1. L'individuazione di gruppi criminali che offrono i loro servigi a basso costo e consistenti nell'iniettare un virus, appositamente studiato per il cliente, ad ignari computer (si parla di 25US$ ogni 10.000 computer
infettati: cifre irrisorie, se se ne infettano pochi.I gruppi pensano di colpirne a milioni!). Il virus, in genere un trojan, cattura i file ed utili informazioni dal computer e le trasmette all'esterno.
2. L'incremento negli attacchi denunciati. Infatti, le denunce di nuove email di phishing sono cresciute quasi del 20% negli ultimi tre mesi, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ad aprile vi è stato un altro attacco ad alcune note aziende anche in Italia. Le email di spamming sono cresciute sino ad arrivare a quasi 6 milioni al giorno, e tale dato è in crescita.
3. Un incremento nelle prove di attacchi triplici mediante la generazione di tre virus "trojan"(un programma "scaricatore" inietta un programma ed una DLL che si inserisce nei processi di Explorer.exe, crea chiavi di start-up e status key nel registry di Windows) in grado di disabilitare l'antivirus, aprire una porta del computer ed inviare all'esterno informazioni sul computer e file di documenti contenuti sull'hard disk.
4. Il mese scorso vi sono stati ben 17 "trojans" (alcuni dei quali varianti di Riler, Nethief e Dloader) indirizzati ad agenzie ed enti governativi inglesi. Un attacco quindi mirato (ricordiamo la nostra newsletter di dicembre.). I trojan sfruttavano i buchi di DCOM e RPC.
Tutto ciò non può non far riflettere e deve indurre ad intensificare i sistemi vuoi di prevenzione vuoi di gestione dell'emergenza.
Gli interventi devono avvenire nella sensibilizzazione della clientela sia interna sia esterna all'Azienda (far adottare un atteggiamento di giusta cautela quando si è avvicinati da persone sconosciute per mezzo di contatto fisico, telefonico o per email), e nell'adozione di strumenti software anche ridondanti (ad esempio, alcune aziende non si sono accontentate di installare un solo antivirus, ma di averne diversi, in modo da creare barriere progressive e specializzate).
Ricordiamo che ICAA è in grado di offrire assistenza alle aziende nella rilevazione del grado di percezione del rischio da parte del proprio personale dipendente.
(Fonte: ANSSAIF – Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria www.anssaif.it)

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Ci sono anch’io….

Eccomi!!

sono Carmen Aruta ho 22 anni e mi sono appena laureata in scienze della Comunicazione.

Attualmente seguo la specializzazione in Comunicazione d'impresa ed istituzionale per terminare il percorso di studi. Da ora in poi mi occuperò dell'aspetto comunicativo di questo blog, allo scopo di evidenziare come la comunicazione sia oggi sempre più strategica anche per le PMI e quale sia il suo rapporto con la privacy e con l'innovazione.

Mi aspetto di leggerVi numerosi.

ciao a tutti

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Garante Privacy e Alberghi

Alberghi e Privacy
Alberghi: vietato profilare le abitudini dei clienti in modo illecito!

Una grande catena alberghiera non potrà più usare i dati raccolti per non aver prima informato la clientela.
Gusti, abitudini, durata dei pernottamenti, tutti i dati e tutte le informazioni utili per "conoscere" meglio il cliente e "anticiparne" le richieste, raccolte e rielaborate in un considerevole data base. Tutto però all'insaputa dei clienti che, nè al loro arrivo in albergo né al momento di aderire ad un programma di fidelizzazione, venivano adeguatamente informati dell'uso che sarebbe stato fatto dei dati inseriti nei moduli che avevano compilato. Salvo poi rendersi conto di tale modalità illecita soltanto quando, in caso di successivi soggiorni, venivano proposti servizi analoghi a quelli già richiesti oppure arrivava a casa pubblicità. Le violazioni, emerse nel corso di accertamenti disposti nell'ambito del settore alberghiero, riguardano una grande catena alberghiera italiana e sono state sanzionate.

Ovviamente mi sento di aggiungere che le aziende possono e devono fare attività di marketing !!

Ma sempre e solo dopo aver avuto il consenso scritto dei clienti che, devono essere ben informati circa le finalità del trattamento dei loro dati.

Ricordo che occorre che il cliente apponga più firme, sul modulo di informativa/consenso, se ci son0 più finalità di raccolta.

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Aziende e Blog

Blog e Aziende: Sono sempre di piu' le aziende che decidono di aprire un Blog. Ricordiamo che un blog e' un sito, in genere di libero accesso, nel quale ciascuno puo' "postare" un commento relativo ad un argomento, un prodotto, un servizio etc. Tornando alle aziende che decidono di dialogare on line con i propri clienti, c'e' da registrare l'opinione contraria di qualche esperto di marketing secondo cui le aziende stesse non possono essere molto sincere rispetto ai propri servizi e/prodotti che hanno sempre, o quasi, delle pecche. Ritengo che questa sia una cavolata in quanto se non lo fanno loro lo faranno sicuramente i clienti che, sempre piu' spesso aprono, nuovi blog nei quali mettono in evidenza i problemi che riscontrano in cio' che acquistano ed esistono molte aziende che sono state messe a dura prova dai commenti postati nei blog. Molto meglio dialogare con i clienti e raccogliere preziosi feedback che possono aiutare le aziende a migliorare la qualita' dei prodotti/servizi.

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Protezione Totale contro le nuove minacce informatiche

A questo link è scaricabile un prezioso White Paper pubblicato da Computer Associates International Inc. intitolato:
Una protezione totale contro le nuove minacce informatiche
Computer Associates International,
Inc. Pubblicato in collaborazione con Inc.

Per maggiori informazioni sulle soluzioni CA per la piccola e media impresa, visitare il sito
ca.com/smb.

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Sicurezza dei dati

Protezione delle informazioni? Occhio alla carta…

Incredibile ma vero !! (da: Network World on line)Una ricerca condotta a livello europeo da Ipsos Global e Lexmark rivela che una delle principali minacce alla sicurezza delle informazioni non deriva da virus e malware, ma dalla classicissima carta. Il problema evidenziato dallo studio sta nel fatto che le aziende non hanno ancora adottato policy idonee per la protezione dei documenti cartacei che contengono informazioni riservate.
Per quanto riguarda l'Italia, la ricerca rileva che il 69% dei documenti dimenticati dagli impiegati sulle stampanti contiene informazioni riservate o confidenziali. Per questo si calcola che il 18% dei dipendenti abbia avuto accesso a documenti riservati che chiunque altro avrebbe potuto leggere o portare via. In particolare, il 41% del campione ha ammesso di averli lasciati sul vassoio della stampante senza preoccuparsi di proteggerli, il 5% di averli letti, il 3% li ha conservati e il 2% li ha addirittura gettati nella spazzatura.
Altri dati mostrano che i rischi associati alla sicurezza del documento sono trascurati in generale, non solo per quanto riguarda le attività di stampa. Il 19% del personale lascia documenti con informazioni confidenziali aperti sulla propria scrivania e l'11% non distrugge i documenti riservati, ma li mette sotto altre carte sulla propria scrivania.

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Sicurezza dei dati e Phishing

Phishing Il phishing affila le armi !! Ecco un interessantissimo articolo tratto dal sito PC OPEN:

Truffe via Internet in aumento esponenziale, segno che la rete è diventata strumento utilizzato anche dalla criminalità organizzata.
Questo è quanto è emerso al D-Day, giornata dedicata al mondo della comunicazione online organizzata da Dada e tenutosi a Milano nei giorni scorsi. Tra le questioni dibattute, anche quella relativa alla sicurezza, di estrema attualità visto il forte incremento delle truffe perpetrate via Internet.
Si può infatti notare dal rapporto annuale 2005 sullo “stato della sicurezza in Italia”, redatto dal Ministro dell'Interno Pisanu, che nell'ultimo quadriennio luglio 2001/giugno 2005 sono state registrate ben 349.375 truffe, con una crescita del 3,8% rispetto al precedente, luglio 1997/giugno 2001.
Vediamo quindi come negli ultimi mesi il fenomeno sia dilagato, abbracciando in modo criminoso anche realtà più piccole, fino ad arrivare al singolo utente violandone la riservatezza dei dati personali.
Un fenomeno correlato a tale scopo, e tema ampiamente sviluppato nel corso del D-Day, è il phishing, frode attuata tramite e-mail e ideata allo scopo di rubare l'identità di un utente. In sostanza vi è il tentativo, da parte di un malintenzionato, di appropriarsi di dati sensibili convincendo l'utente a fornirglieli con falsi pretesti.
A questo proposito, Fabiola Treffiletti del servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia, ha illustrato le due dinamiche di truffa messe in atto da parte della criminalità organizzata tramite phishing.
Secondo quanto esposto, la criminalità organizzata mette in atto due dinamiche di truffa tramite phishing. La prima consiste nell'acquisizione delle credenziali dei clienti di una banca con metodo “tradizionale”, invio di e-mail da server esteri che richiedono alla vittima l'inserimento di PIN e password per svariati motivi (la vittima viene così catalogata come cliente passivo).
La seconda prevede un invio di e-mail contenenti offerte di lavoro da parte di società estere, a cui la vittima risponde fornendo le proprie coordinate bancarie(cliente attivo).
In questo modo, il truffatore può accedere al servizio Internet della banca e operare in nome del cliente truffato disponendo bonifici verso le coordinate bancarie dei clienti attivi. Successivamente, questi ultimi vengono informati della disponibilità di somme sui loro conti, e ricevono istruzioni su prelevamento e riversamento delle stesse verso conti all'estero, dando vita a un vero e proprio riciclaggio di denaro.
I bonifici non superano mai i 4.000 euro per evitare intoppi nel trasferimento, e il complice trattiene solitamente il 10% di tale somma, trasferendone il resto.
Se il meccanismo iniziasse e si concludesse su territorio italiano, sarebbe più semplice individuare i responsabili di tali attività criminali, invece vengono creati indirizzi IP falsi e ponti fra macchine straniere. Ecco che, allora, per la Polizia si presenta un ennesimo ostacolo, perché la normativa cambia da Paese a Paese, e si rende necessaria una rogatoria internazionale o la collaborazione dell'Interpol; insomma, si perde tempo nell'indagine.
Vista la continua evoluzione del panorama delle minacce, gli utenti devono cominciare ad aggiornare con continuità i loro sistemi con patch e soluzioni di sicurezza.
A tal proposito, Treffiletti ha indicato alcuni metodi di prevenzione:
diffidare da comunicazioni per e-mail da parte di banche e Poste Italiane;
utilizzare i recenti sistemi antivirus e antispyware per identificare e-mail e siti di phishing; utilizzare tool per i browser più usati, che allertano qualora si navighi in un sito clone (tool come, ad esempio, Netcraft);
non accettare offerte di lavoro via e-mail che richiedano apertura di conti correnti per intermediazioni bancarie;
tenersi aggiornati sul fenomeno phishing tramite il sito http://www.anti-phishing.it/.
Rimane inoltre attivo il contatto poltel.mi@poliziadistato.it per qualsiasi segnalazione.

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